Capita sempre più raramente di imbattersi in giovani o giovanissimi che coltivano dalla più tenera età una passione complessa come quella della scrittura; eppure a San Donato è successo, come nelle migliori “storie di paese”, fra un passaparola ed una chiacchierata al bar fra genitori, il polo sportivo di Via Felice Maritano è stato allietato dalla notizia di avere come frequentatore un autore di soli 21 anni, fratello di un’atleta della squadra di pattinaggio sincronizzato, con già all’attivo la pubblicazione di un libro. Il suo nome è Luca Cangioli, studente di ingegneria dei materiali, ed autore del romanzo fantasy medievale “Il Regno di Aedyr” edito da quello che abbiamo scoperto essere un bellissimo servizio per gli scrittori in erba: “Self Published di Amazon”.

Abbiamo incontrato questo giovane e promettente autore che ci ha raccontato di essersi imbattuto nella scrittura grazie ad un compito assegnatogli a scuola, che prevedeva la stesura di un racconto. “Ho iniziato così per caso con un compito di Natale” – ci racconta Luca – “la scuola in questo senso aiuta molto con occasioni di questo tipo; ho capito che scrivere, ma soprattutto scrivere facendo volare la fantasia, era una cosa che mi riusciva quasi naturale. E’ così che con il passare degli anni ho maturato l’amore per questo genere”.

Di cosa parla il tuo libro? Dove deve aspettarsi di essere trasportato il lettore?

Il romanzo è ambientato in un villaggio medievale di fantasia, la cui quiete viene turbata dalla figura antagonista di un capo villaggio dal temperamento violento e dispotico; un personaggio che verrà contrastato da un’altra figura chiave, un cavaliere la cui vita si scoprirà essere profondamente intrecciata a quella del capo villaggio. Saranno proprio questo incontro e questa lotta per la contea il punto di partenza del racconto, giocato su combattimenti, conquiste, tradimenti, colpi di scena ed arricchito dalla presenza di demoni. Ma nessuno spoiler – prosegue Luca – il lettore si scoprirà trasportato in una dimensione avvolta da mistero, inquietudine e magia che aumenteranno con l’incedere della storia e con la scoperta del mondo che si cela dietro il conflitto di partenza”.

Da dove è nato il titolo?

Il titolo è una vera e propria curiosità” – ci spiega Luca – “sono rimasto molto colpito dal suono della parola ‘luce’ in lingua Hindi e per identificare l’ambientazione del mio racconto ho deciso di rivisitarla ricombinandone vocali e consonanti. Così è anto AEDYR”

E sulla parola luce, non ci resta che riflettere sulla triste direzione dei riflettori oggi. Fra ventunenni ossessionati da influenecer e fashion blogger, siamo davvero lieti di constatare ancora l’esistenza di giovani talenti come questo, dediti allo studio, alla scrittura e soprattutto mossi da un desiderio di conoscenza che sembra sempre più sulla via tramonto. Complimenti Luca! Siamo felici di poter ancora raccontare storie come la tua (purtroppo sempre più rare).